Editorial

Inhalte

Un’altra prospettiva - Perspektivenwechsel


Un’altra prospettiva - Perspektivenwechsel


Un anno in Ticino – la maturità bilingue in italiano – esperienze ed ossevazioni
Ein Jahr im Tessin – eine zweisprachige Matur mit Italienisch – Erfahrungen und Beobachtungen

 

Text Annina Seiler, Jana Nell, 22gA

Beitragsbild Jana Nell, 22gA

Foto Annina Seiler, 22gP

 

Un anno a Bellinzona (Annina Seiler)

Quest’anno ho conosciuto un’altra cultura, ho imparato un’altra lingua, ho frequentato un’altra scuola ed ho conosciuto delle nuove persone. È stato un anno impegnativo, non voglio mentire su questo punto, ma è anche stato un’esperienza importante per me.

L’insegnamento al liceo di Bellinzona è molto diverso da quello al liceo di Thun. È molto simile all’insegnamento all’università, cioè il professore parla e gli allievi fanno appunti. Non tutte le lezioni sono così ma è una gran parte. Si usa ancora la penna e i fogli al posto del computer come l’abbiamo noi a Thun ciò che a me è piaciuto molto.

Facendo scuola in italiano si impara velocemente. Anche visto che nella famiglia si sente solo l’italiano accelera il processo d’apprendimento. Nel mio caso la famiglia ha parlato anche il dialetto ticinese. È più difficile dell’italiano che si insegna alla scuola ma qualche parola ho capito anch’io.

Nella scuola ho conosciuto qualche persona con la quale vado d’accordo. Soprattutto verso la fine dell’anno scolastico abbiamo spesso pranzato insieme sul prato davanti al liceo. Gli ho fatto vedere dei giochi con le carte di Jass e loro mi hanno insegnato i loro giochi. Era divertente giocare insieme e così ho anche conosciuto una parte della cultura ticinese.

Ovviamente anche il cibo fa parte della cultura ticinese ed ho mangiato tante cose nuove e buone. Quando faceva bello un gelataio ha parcheggiato sul prato del liceo e tutti gli allievi hanno potuto raffreddarsi un po’.

Alla fine sono contenta di aver fatto quest’anno. Anche se faccio ancora tanti errori, capisco l’italiano e la comunicazione funziona. La mia famiglia, le mie nuove amiche e gli allievi del liceo hanno avuto pazienza con me e per questo sono molto grata.

 

Ein Jahr in Bellinzona

Dieses Jahr habe ich eine andere Kultur kennengelernt, eine andere Sprache gelernt, eine andere Schule besucht und durfte neue Bekanntschaften schliessen. Es war nicht immer einfach, ich will das nicht leugnen, aber es war eine wichtige Erfahrung für mich.

Der Unterricht am Gymnasium Bellinzona wird ziemlich anders gestaltet im Vergleich zum Gymnasium Thun. Er ist dem an der Universität ziemlich ähnlich, das heisst, die Lehrperson spricht und die Lernenden machen sich Notizen. Nicht alle Lektionen sind so, aber ein grosser Teil. Man braucht noch Stift und Papier anstelle des Computers. Das hat mir sehr gefallen.

Da Italienisch gesprochen wird, lernt man schnell. Auch dass die Familie Italienisch spricht, beschleunigt den Lernprozess. In meinem Fall hat die Familie auch Dialekt gesprochen. Er ist schwieriger als das an der Schule unterrichtete Italienisch, aber ab und zu habe auch ich ein paar Worte verstanden.

In der Schule habe ich ein paar Personen gefunden, mit denen ich mich gut verstehe. Vor allem, als sich das Schuljahr dem Ende zuneigte, assen wir oft zusammen auf dem Rasen vor dem Gymnasium zu Mittag. Ich habe ihnen ein paar Spiele mit den Jasskarten gezeigt und sie haben mir welche mit ihren Karten beigebracht. Es war lustig, zusammen zu spielen, und so habe ich auch einen Teil der Tessiner Kultur kennengelernt.

Natürlich ist auch das Essen Teil der Tessiner Kultur und ich habe viele neue und gute Sachen gegessen. Wenn es heiss war, parkierte jeweils der Eismann auf der Wiese des Gymnasiums und alle Schüler*innen konnten sich etwas abkühlen.

Ich bin froh, dass ich dieses Jahr gemacht habe. Auch wenn ich noch viele Fehler mache, verstehe ich Italienisch und die Kommunikation funktioniert. Meine Familie, meine neuen Freundinnen und meine Mitschüler*innen hatten Geduld mit mir und dafür bin ich sehr dankbar.


Mehr lesen…

 

Soggiorno Ticino differenze nell’insegnamento (Jana Nell)

Ho trascorso l’anno scolastico 2020/2021 come studente di scambio al liceo di Bellinzona. Già dopo la prima settimana, ho notato grandi differenze nei metodi di insegnamento. La differenza più evidente era che lì non lavoravamo con i computer. Questo è stato un grande cambiamento per me, perché ho dovuto abituarmi a lavorare di nuovo con la carta. Non ero più abituata a prendere appunti con carta e penna a un ritmo così veloce. Dopo qualche settimana, però, mi sono di nuovo abituata. Ogni mattina dovevo mettere nello zaino due cartelle enormi, che diventavano sempre più pesanti col passare del tempo. Anche questa era una novità, dato che a Thun portiamo quasi esclusivamente il computer con noi.
Inoltre, il modo di insegnare è un po‘ diverso. A Bellinzona, la maggior parte delle lezioni sono state lezioni frontale. Questo significa che l’insegnante ha parlato quasi tutta la lezione o ci è stato dato un testo da leggere. Tuttavia, non c’era quasi nessuna interazione tra insegnante e studenti.
C’erano anche grandi differenze nella ponderazione dei voti di un test. Gli insegnanti ponevano molta più enfasi su come scrivere; cioè la grammatica, la struttura delle frasi e lo stile di un testo rappresentavano il 50% del voto, l’altro 50% del voto era il contenuto. Come abbiamo scoperto alla fine dell’anno, lo sviluppo dei voti tra il primo e il secondo semestre ha una grande influenza sul voto finale dell’anno. Se si ha un 3,5 nel primo semestre e un 5 nel secondo, è possibile che si ottenga un 5 come voto finale dell’anno. Perché è uno sviluppo positivo. Tuttavia, se hai un 5 nel primo semestre e un 3,5 nel secondo, è possibile che tu riceva un 3,5 come voto annuale. Perché questo è uno sviluppo negativo.

 

Unterschiedliche Lehre

Das Schuljahr 2020/21 absolvierte ich als Austauschstudentin am Gymnasium von Bellinzona. Schon nach der ersten Woche stellte ich grosse Differenzen betreffend Unterrichtsmethoden fest. Der markanteste Unterschied besteht darin, dass man dort noch nicht mit PC arbeitete. Das war für mich eine grosse Umstellung, da ich mich erst wieder an das Arbeiten mit Papier gewöhnen musste. Ich war nicht mehr geübt, Notizen mit Stift und Papier bei so einem hohen Redetempo zu machen. Nach einigen Wochen war ich damit jedoch wieder vertraut. Jeden Morgen musste ich zwei riesige Ordner in meinen Rucksack packen, welche mit der Zeit immer schwerer und schwerer wurden. Dies war ebenfalls neu, da wir in Thun fast ausschliesslich den PC mitnehmen.
Auch ist die Unterrichtsart etwas anders. In Bellinzona wurden die meisten Lektionen frontal unterrichtet. Heisst, die Lehrperson sprach fast die ganze Lektion oder wir bekamen einen Text zum Lesen. Interaktionen zwischen Lehrpersonen und Schüler*innen gab es kaum.
Grosse Abweichungen gab es auch bei der Gewichtung der Noten eines Tests. Lehrpersonen legen viel mehr Wert auf sprachliche Aspekte: Grammatik, Satzstruktur und Stilistik eines Textes machten 50% der Note aus und die anderen 50% der Note betraf den Inhalt. Wie wir Ende Jahr festgestellt haben, hat die Notenentwicklung zwischen erstem und zweitem Semester einen sehr grossen Einfluss auf die finale Jahresnote. Hat man im ersten Semester einen Notenschnitt von einer 3.5 und im zweitem eine 5 ist es möglich, dass man als Jahresnote eine 5 bekommt, da es sich um eine positive Entwicklung handelt. Hat man jedoch im ersten Semester eine 5 und im zweitem eine 3.5, ist es möglich, dass man eine 3.5 als Jahresnote bekommt, weil es sich das Notenbild negativ entwickelt hat.

 
 

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Un’altra prospettiva - Perspektivenwechsel


Un anno in Ticino – la maturità bilingue in italiano – esperienze ed ossevazioni
Ein Jahr im Tessin – eine zweisprachige Matur mit Italienisch – Erfahrungen und Beobachtungen

 

Text Annina Seiler, Jana Nell, 22gA

Beitragsbild Jana Nell, 22gA

Foto Annina Seiler, 22gP

 

Un anno a Bellinzona (Annina Seiler)

Quest’anno ho conosciuto un’altra cultura, ho imparato un’altra lingua, ho frequentato un’altra scuola ed ho conosciuto delle nuove persone. È stato un anno impegnativo, non voglio mentire su questo punto, ma è anche stato un’esperienza importante per me.

L’insegnamento al liceo di Bellinzona è molto diverso da quello al liceo di Thun. È molto simile all’insegnamento all’università, cioè il professore parla e gli allievi fanno appunti. Non tutte le lezioni sono così ma è una gran parte. Si usa ancora la penna e i fogli al posto del computer come l’abbiamo noi a Thun ciò che a me è piaciuto molto.

Facendo scuola in italiano si impara velocemente. Anche visto che nella famiglia si sente solo l’italiano accelera il processo d’apprendimento. Nel mio caso la famiglia ha parlato anche il dialetto ticinese. È più difficile dell’italiano che si insegna alla scuola ma qualche parola ho capito anch’io.

Nella scuola ho conosciuto qualche persona con la quale vado d’accordo. Soprattutto verso la fine dell’anno scolastico abbiamo spesso pranzato insieme sul prato davanti al liceo. Gli ho fatto vedere dei giochi con le carte di Jass e loro mi hanno insegnato i loro giochi. Era divertente giocare insieme e così ho anche conosciuto una parte della cultura ticinese.

Ovviamente anche il cibo fa parte della cultura ticinese ed ho mangiato tante cose nuove e buone. Quando faceva bello un gelataio ha parcheggiato sul prato del liceo e tutti gli allievi hanno potuto raffreddarsi un po’.

Alla fine sono contenta di aver fatto quest’anno. Anche se faccio ancora tanti errori, capisco l’italiano e la comunicazione funziona. La mia famiglia, le mie nuove amiche e gli allievi del liceo hanno avuto pazienza con me e per questo sono molto grata.

 

Ein Jahr in Bellinzona

Dieses Jahr habe ich eine andere Kultur kennengelernt, eine andere Sprache gelernt, eine andere Schule besucht und durfte neue Bekanntschaften schliessen. Es war nicht immer einfach, ich will das nicht leugnen, aber es war eine wichtige Erfahrung für mich.

Der Unterricht am Gymnasium Bellinzona wird ziemlich anders gestaltet im Vergleich zum Gymnasium Thun. Er ist dem an der Universität ziemlich ähnlich, das heisst, die Lehrperson spricht und die Lernenden machen sich Notizen. Nicht alle Lektionen sind so, aber ein grosser Teil. Man braucht noch Stift und Papier anstelle des Computers. Das hat mir sehr gefallen.

Da Italienisch gesprochen wird, lernt man schnell. Auch dass die Familie Italienisch spricht, beschleunigt den Lernprozess. In meinem Fall hat die Familie auch Dialekt gesprochen. Er ist schwieriger als das an der Schule unterrichtete Italienisch, aber ab und zu habe auch ich ein paar Worte verstanden.

In der Schule habe ich ein paar Personen gefunden, mit denen ich mich gut verstehe. Vor allem, als sich das Schuljahr dem Ende zuneigte, assen wir oft zusammen auf dem Rasen vor dem Gymnasium zu Mittag. Ich habe ihnen ein paar Spiele mit den Jasskarten gezeigt und sie haben mir welche mit ihren Karten beigebracht. Es war lustig, zusammen zu spielen, und so habe ich auch einen Teil der Tessiner Kultur kennengelernt.

Natürlich ist auch das Essen Teil der Tessiner Kultur und ich habe viele neue und gute Sachen gegessen. Wenn es heiss war, parkierte jeweils der Eismann auf der Wiese des Gymnasiums und alle Schüler*innen konnten sich etwas abkühlen.

Ich bin froh, dass ich dieses Jahr gemacht habe. Auch wenn ich noch viele Fehler mache, verstehe ich Italienisch und die Kommunikation funktioniert. Meine Familie, meine neuen Freundinnen und meine Mitschüler*innen hatten Geduld mit mir und dafür bin ich sehr dankbar.


Mehr lesen…

 

Soggiorno Ticino differenze nell’insegnamento (Jana Nell)

Ho trascorso l’anno scolastico 2020/2021 come studente di scambio al liceo di Bellinzona. Già dopo la prima settimana, ho notato grandi differenze nei metodi di insegnamento. La differenza più evidente era che lì non lavoravamo con i computer. Questo è stato un grande cambiamento per me, perché ho dovuto abituarmi a lavorare di nuovo con la carta. Non ero più abituata a prendere appunti con carta e penna a un ritmo così veloce. Dopo qualche settimana, però, mi sono di nuovo abituata. Ogni mattina dovevo mettere nello zaino due cartelle enormi, che diventavano sempre più pesanti col passare del tempo. Anche questa era una novità, dato che a Thun portiamo quasi esclusivamente il computer con noi.
Inoltre, il modo di insegnare è un po‘ diverso. A Bellinzona, la maggior parte delle lezioni sono state lezioni frontale. Questo significa che l’insegnante ha parlato quasi tutta la lezione o ci è stato dato un testo da leggere. Tuttavia, non c’era quasi nessuna interazione tra insegnante e studenti.
C’erano anche grandi differenze nella ponderazione dei voti di un test. Gli insegnanti ponevano molta più enfasi su come scrivere; cioè la grammatica, la struttura delle frasi e lo stile di un testo rappresentavano il 50% del voto, l’altro 50% del voto era il contenuto. Come abbiamo scoperto alla fine dell’anno, lo sviluppo dei voti tra il primo e il secondo semestre ha una grande influenza sul voto finale dell’anno. Se si ha un 3,5 nel primo semestre e un 5 nel secondo, è possibile che si ottenga un 5 come voto finale dell’anno. Perché è uno sviluppo positivo. Tuttavia, se hai un 5 nel primo semestre e un 3,5 nel secondo, è possibile che tu riceva un 3,5 come voto annuale. Perché questo è uno sviluppo negativo.

 

Unterschiedliche Lehre

Das Schuljahr 2020/21 absolvierte ich als Austauschstudentin am Gymnasium von Bellinzona. Schon nach der ersten Woche stellte ich grosse Differenzen betreffend Unterrichtsmethoden fest. Der markanteste Unterschied besteht darin, dass man dort noch nicht mit PC arbeitete. Das war für mich eine grosse Umstellung, da ich mich erst wieder an das Arbeiten mit Papier gewöhnen musste. Ich war nicht mehr geübt, Notizen mit Stift und Papier bei so einem hohen Redetempo zu machen. Nach einigen Wochen war ich damit jedoch wieder vertraut. Jeden Morgen musste ich zwei riesige Ordner in meinen Rucksack packen, welche mit der Zeit immer schwerer und schwerer wurden. Dies war ebenfalls neu, da wir in Thun fast ausschliesslich den PC mitnehmen.
Auch ist die Unterrichtsart etwas anders. In Bellinzona wurden die meisten Lektionen frontal unterrichtet. Heisst, die Lehrperson sprach fast die ganze Lektion oder wir bekamen einen Text zum Lesen. Interaktionen zwischen Lehrpersonen und Schüler*innen gab es kaum.
Grosse Abweichungen gab es auch bei der Gewichtung der Noten eines Tests. Lehrpersonen legen viel mehr Wert auf sprachliche Aspekte: Grammatik, Satzstruktur und Stilistik eines Textes machten 50% der Note aus und die anderen 50% der Note betraf den Inhalt. Wie wir Ende Jahr festgestellt haben, hat die Notenentwicklung zwischen erstem und zweitem Semester einen sehr grossen Einfluss auf die finale Jahresnote. Hat man im ersten Semester einen Notenschnitt von einer 3.5 und im zweitem eine 5 ist es möglich, dass man als Jahresnote eine 5 bekommt, da es sich um eine positive Entwicklung handelt. Hat man jedoch im ersten Semester eine 5 und im zweitem eine 3.5, ist es möglich, dass man eine 3.5 als Jahresnote bekommt, weil es sich das Notenbild negativ entwickelt hat.

 
 

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